Il niente del dopo

Il paese in cui erano nati e vissuti i suoi nonni ed era nato suo padre non esisteva più. Sparito in un attimo. La parola terremoto invece era presente, aleggiava nell’aria, si posava sulle bocche dei genitori, nei discorsi dei vecchi. Appariva e spariva; si insinuava, a volte complice, a volte maliziosa, nelle chiacchiere delle massaie, nelle celie dell’osteria, nei campi tra i contadini; volteggiava lieve, pronta a intervenire al minimo richiamo come un folletto alato, un Ariel prodigioso e servizievole. Era civettuola: “i de notte nen dorme ma’ nuda, avess’a fa’ i tarramute” maledicente: “se fa i tarramute, la chemmare Maria sott’alla casa sé nen ce remane sicure”; meteorologicamente allarmante: “ih! che témpe cheriuse,  pare próbbia da tarramute”. 

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